General Motors sta andando oltre la semplice automazione dei veicoli per affrontare la sfida molto più complessa della psicologia umana. In un laboratorio di ricerca high-tech a Warren, nel Michigan, gli ingegneri non stanno solo testando come si guidano le auto; stanno misurando come si sentono i guidatori. Combinando la realtà virtuale immersiva con sensori biometrici avanzati, GM sta utilizzando il nervosismo umano come punto dati critico per perfezionare i suoi sistemi di guida autonoma.

La pista di prova virtuale

La scena appare ingannevolmente reale: cielo azzurro, soffici nuvole e persino un cartello per una vicina stazione di servizio. Tuttavia, la Cadillac Lyriq guidata non è su strada. Si tratta di un “vehicle buck”, un modello fisico degli interni dell’auto, circondato da schermi curvi che proiettano un ambiente digitale. Sette proiettori ad alta potenza proiettano la strada davanti a sé, creando una convincente illusione di movimento.

I sensori sono collegati alla testa, alle mani e alle dita del soggetto del test. Un pulsossimetro monitora la frequenza cardiaca, mentre le telecamere monitorano i movimenti oculari e la conduttanza cutanea (traspirazione). Questi dati biometrici rivelano lo stato fisiologico del conducente in tempo reale. Gli algoritmi di intelligenza artificiale analizzano quindi questi input per comprendere i livelli di stress, i livelli di attenzione e i tempi di reazione.

“I dati non mentono.”

Questo approccio consente a GM di eseguire milioni di simulazioni ogni giorno, equivalenti a decine di migliaia di giorni di guida umana. Gli ingegneri introducono scenari virtuali imprevedibili (strani schemi di traffico, ostacoli improvvisi o segnaletica confusa) per testare il modo in cui il sistema gestisce i casi limite. Come osserva un ricercatore, “la verità sulla strada è spesso più strana della finzione” e queste simulazioni aiutano a preparare i veicoli autonomi agli imprevisti.

Oltre la guida: l’intelligenza artificiale nella ricerca su batterie e aerodinamica

Mentre la guida autonoma è al centro dell’attenzione, la divisione di ricerca e sviluppo (R&S) di GM, guidata dalla veterana del settore aerospaziale Linda Cadwell Stancin, sta sfruttando l’intelligenza artificiale in molteplici discipline ingegneristiche. L’azienda, pietra angolare dell’economia del Michigan, sta applicando una tecnologia futuristica alle sfide automobilistiche tradizionali.

Innovazioni chiave in ambito ricerca e sviluppo:

  • Batterie LMR: GM sta sviluppando batterie al litio ricco di manganese. Sebbene abbiano una densità energetica inferiore rispetto agli standard attuali, sono più economici da produrre e fanno affidamento su meno minerali rari come il cobalto, affrontando le preoccupazioni relative alla catena di approvvigionamento e ai costi.
  • Aerodinamica basata sull’intelligenza artificiale: Le tradizionali simulazioni in galleria del vento per i veicoli elettrici (EV) possono richiedere settimane per calcolare la resistenza aerodinamica, un fattore importante per l’efficienza della batteria. La nuova galleria del vento virtuale AI di GM fornisce feedback istantaneo, consentendo agli ingegneri di ottimizzare la progettazione del veicolo in tempo reale. Poiché la resistenza aerodinamica può consumare fino al 50% dell’energia della batteria di un veicolo elettrico, questa velocità è fondamentale per migliorare l’autonomia.
  • Modellazione a livello atomico: i tecnici utilizzano simulazioni atomistiche per modellare i cambiamenti nella chimica della batteria, prevedendo istantaneamente l’impatto delle modifiche dei materiali senza lunghe prove fisiche.

Decodificare le emozioni umane per trasferimenti più sicuri

GM prevede di far debuttare il suo sistema di guida autonoma completamente senza mani e senza occhi nel 2028 con la Cadillac Escalade IQ completamente elettrica. Un ostacolo fondamentale per questa tecnologia è il “passaggio di consegne”, ovvero il momento in cui il controllo passa dall’auto al conducente umano.

Per studiare questa transizione, i ricercatori chiedono ai soggetti del test di svolgere compiti che distraggono, come giocare a Candy Crush, mentre guidano nella simulazione. L’obiettivo non è testare le abilità di gioco, ma misurare quanto velocemente e in sicurezza un guidatore può passare da uno stato passivo e distratto a uno attivo e attento.

Omer Tsimhoni, un tecnico della GM, spiega che il sistema utilizza la “pupillometria” per misurare la dilatazione e la reattività della pupilla, insieme alla “risposta galvanica della pelle” per rilevare il sudore. Questi dati vengono elaborati dall’intelligenza artificiale emotiva, che interpreta le espressioni facciali e i toni della voce per valutare lo stress, la confusione o la soddisfazione.

Se un conducente afferma che l’esperienza è stata “fantastica” in un sondaggio ma i suoi dati biometrici mostrano frequenze cardiache elevate e dilatazione della pupilla che indicano stress, il sistema segnala la discrepanza. Questo ciclo di feedback oggettivo garantisce che il sistema autonomo comprenda non solo ciò che il conducente dice, ma ciò che effettivamente sperimenta.

Conclusione

La strategia di GM evidenzia un cambiamento nell’ingegneria automobilistica: il successo non è più definito esclusivamente dalle prestazioni meccaniche, ma dalla perfetta integrazione tra uomo e macchina. Utilizzando l’intelligenza artificiale per decodificare lo stress umano e ottimizzare ogni aspetto della progettazione del veicolo, dalla chimica delle batterie all’aerodinamica, GM mira a rendere la guida autonoma non solo possibile, ma intuitivamente sicura e confortevole per il conducente medio.