Il fisico teorico David Gross è un uomo di dualità. In quanto destinatario del Premio Nobel e del recente Premio Speciale Rivoluzionario da 3 milioni di dollari per la Fisica Fondamentale, è un ottimista riguardo alle leggi della natura. È certo che esista una “teoria finale”, un unico quadro matematico che unifica tutte le forze fondamentali.
Tuttavia, è un profondo pessimista riguardo alla cronologia dell’umanità. Gross avverte che attualmente siamo in una corsa contro la nostra stessa tecnologia: la ricerca per comprendere l’universo potrebbe essere interrotta da una catastrofe nucleare prima ancora di raggiungere il traguardo.
La ricerca di una teoria unificata
Per decenni la fisica è stata caratterizzata da un enorme scisma. Abbiamo imparato il “Modello Standard”, che spiega l’elettromagnetismo e le forze nucleari forti e deboli. Lo stesso Gross ha svolto un ruolo fondamentale in questo attraverso la scoperta della libertà asintotica, un fenomeno in cui le particelle subatomiche (quark) si comportano in modo diverso a seconda della loro distanza l’una dall’altra. Questo lavoro gli è valso il Premio Nobel nel 2004.
Il “Santo Graal” rimane l’unificazione di queste forze con la gravità. Sebbene Gross abbia contribuito in modo significativo alla teoria delle stringhe —un quadro matematico che tenta questa unificazione—la teoria rimane speculativa e priva di validazione sperimentale.
La barriera “logaritmica” alla scoperta
Perché la scienza non è ancora riuscita a colmare questo divario? Gross sottolinea una realtà matematica ed economica scoraggiante. Per sondare distanze minori ed energie più elevate abbiamo bisogno di macchine più potenti, ma i progressi che otteniamo stanno diminuendo:
- Il problema della fisica: Mentre proviamo a sondare scale più piccole, i cambiamenti fisici che osserviamo si verificano solo logaritmicamente. Dobbiamo andare molto, molto oltre per vedere anche i più piccoli cambiamenti.
- Il problema economico: Il costo per raggiungere queste scale energetiche più elevate aumenta esponenzialmente (almeno per il quadrato dell’energia).
In sostanza, quanto più profondamente vogliamo guardare nel tessuto della realtà, tanto più “costosa” diventa ogni nuova intuizione. Ciò crea una linea temporale a lungo termine per la scoperta – che si estende forse dai 30 ai 60 anni per un singolo salto – che rende la stabilità della nostra civiltà un prerequisito per il progresso scientifico.
La matematica dell’annientamento nucleare
Il passaggio di Gross dalla fisica delle particelle alla difesa del nucleare non è una distrazione; è una questione di sopravvivenza. Usa un’agghiacciante analogia matematica per spiegare la minaccia: decadimento radioattivo.
Nel 20° secolo, gli esperti stimavano una probabilità annuale dell’1% di una guerra nucleare. Sebbene possa sembrare basso, implica una “vita media” (il tempo medio prima che si verifichi l’evento) di soli 67 anni per chiunque sia nato in quel momento.
Oggi, sostiene Gross, la situazione è significativamente più pericolosa a causa di:
1. Il crollo dei trattati internazionali sul controllo degli armamenti.
2. Aumento della proliferazione nucleare.
3. Conflitti attivi che coinvolgono potenze dotate di armi nucleari.
Stima prudentemente che il rischio annuale sia aumentato al 2%. In termini matematici, ciò riduce la “vita media” prevista di un bambino nato oggi a soli 35 anni.
“È come il decadimento radioattivo di un atomo: può essere un evento estremo a bassa probabilità, ma più passa il tempo, più è probabile che tali eventi si verifichino. La probabilità si accumula.”
Un invito all’azione
Gross non chiede il pacifismo totale o l’abolizione immediata di tutte le armi, ma piuttosto una riduzione urgente e pratica del rischio. Attualmente sta lavorando con l’Assemblea dei Premi Nobel per la prevenzione della guerra nucleare per promuovere cambiamenti politici globali.
Il suo obiettivo è ridurre il rischio annuale dal 2% allo 0,1%. Una tale riduzione non solo eviterebbe la catastrofe; garantirebbe all’umanità i secoli di stabilità necessari per continuare il viaggio scientifico verso la comprensione della natura fondamentale dell’esistenza.
Conclusione: Per David Gross, il perseguimento della verità scientifica definitiva è inseparabile dal perseguimento della sicurezza globale. Se non riusciamo a gestire i rischi esistenziali che abbiamo creato, i segreti dell’universo rimarranno da scoprire, perduti per una civiltà che non è riuscita a sopravvivere al proprio ingegno.
