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Scienza contro speculazione: la verità dietro la presunta tecnologia “Ghost Murmur” della CIA

Recenti affermazioni riguardanti una tecnologia rivoluzionaria della CIA nota come “Ghost Murmur” hanno acceso un dibattito tra le narrazioni dell’intelligence e le leggi fondamentali della fisica. Mentre la storia di un salvataggio ad alta tecnologia nel deserto iraniano costituisce un avvincente thriller di intelligence, la comunità scientifica sta sollevando significativi segnali d’allarme sulla fattibilità di un simile dispositivo.

L’affermazione: trovare un battito cardiaco in un deserto

La controversia è iniziata in seguito ai suggerimenti del presidente Donald Trump e del direttore della CIA John Ratcliffe riguardo al successo della missione di salvataggio di un ufficiale dell’aeronautica americana abbattuto nel sud dell’Iran. Secondo i rapporti, la CIA ha utilizzato un dispositivo chiamato Ghost Murmur, che presumibilmente impiega la “magnetometria quantistica a lungo raggio” abbinata all’intelligenza artificiale.

La capacità presunta è sconcertante: la capacità di isolare un singolo battito cardiaco umano da grandi quantità di rumore ambientale. Come l’ha descritta una fonte anonima, la tecnologia funziona come “sentire una voce in uno stadio, tranne che lo stadio è un migliaio di miglia quadrate di deserto”. La coraggiosa promessa che accompagna l’affermazione è semplice: “Nelle giuste condizioni, se il tuo cuore batte, ti troveremo.”

Il problema della fisica: perché il segnale fallisce

Sebbene la magnetometria quantistica sia un campo di studio legittimo e altamente preciso, i fisici sostengono che la descrizione del “Ghost Murmur” sfida il comportamento noto dei campi magnetici.

Il problema principale è l’attenuazione del segnale : il modo in cui un segnale si indebolisce man mano che si allontana dalla sorgente. Per capire perché questo è un problema, consideriamo queste realtà scientifiche:

  • Debolezza estrema: Il campo magnetico prodotto da un cuore umano è incredibilmente debole. È appena rilevabile anche quando i sensori sono posizionati a pochi centimetri dal petto di una persona.
  • La legge dell’inverso del quadrato (e oltre): All’aumentare della distanza, la forza di un segnale magnetico diminuisce precipitosamente. Gli esperti notano che se un segnale è rilevabile a 10 centimetri, allontanandosi di solo un metro si riduce quel segnale a un millesimo della sua forza originale. Ad una distanza di un chilometro, il segnale sarebbe circa un trilionesimo della sua potenza originale.
  • Rumore ambientale: per rilevare un battito cardiaco a chilometri di distanza, un sensore dovrebbe filtrare il campo magnetico terrestre, le correnti elettriche provenienti dalle infrastrutture umane e le firme magnetiche biologiche della fauna selvatica locale, come pecore o lepri.

“Le persone misurano il campo magnetico del cuore da 60 anni… viene fatto in un laboratorio con schermatura, e viene fatto a pochi centimetri dal cuore”, dice il fisico Bradley Roth.

Magnetometria quantistica: realtà contro finzione

È importante distinguere tra ciò che è possibile e ciò che si pretende. I magnetometri quantistici sono reali; vengono utilizzati in contesti clinici per rilevare piccoli segnali biologici, come aritmie cardiache o attività neurale nel cervello. Tuttavia, si tratta tipicamente di strumenti “criogenici”, strumenti altamente sensibili che devono essere mantenuti estremamente freddi per funzionare e vengono utilizzati in ambienti controllati e schermati.

Il salto da un sensore di laboratorio posizionato sulla pelle di un paziente a un dispositivo trasportato da un elicottero in grado di scansionare chilometri di deserto non è semplicemente un “passo avanti”: rappresenterebbe una rivoluzione totale nella fisica che contraddice l’attuale comprensione del biomagnetismo.

Perché questa discrepanza?

Se la scienza non regge, perché circola questa narrazione? Gli esperti suggeriscono due possibilità principali:

  1. Offuscamento strategico: la comunità dell’intelligence potrebbe utilizzare un “segnaposto” o un nome fittizio per mascherare i metodi effettivi e più convenzionali utilizzati per localizzare l’aviatore (come fari di sopravvivenza o immagini termiche).
  2. Disinformazione: l’affermazione potrebbe essere un tentativo deliberato di proiettare capacità tecnologiche che non esistono, fungendo da deterrente psicologico per gli avversari.

Conclusione
Mentre il salvataggio dell’aviatore americano è stato un successo documentato, la tecnologia “Ghost Murmur” così come descritta sembra essere scientificamente impossibile. Il divario tra le capacità riportate e le leggi della fisica suggerisce che la storia sia un’abile copertura per metodi reali o un pezzo di disinformazione strategica.

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