Il dibattito sull’intelligenza artificiale nell’istruzione sta cambiando ed è fondamentale capirne il motivo. Per anni l’attenzione si è concentrata sull’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale : comprendere come funziona l’intelligenza artificiale. Ma un consenso crescente suggerisce che questo sia solo il primo passo. Il vero vantaggio risiede nella fluenza dell’intelligenza artificiale : la capacità di creare con l’intelligenza artificiale, adattarsi alle sue capacità in evoluzione e innovare utilizzandola.
Questo non è solo un dibattito accademico; ha implicazioni nel mondo reale per la preparazione della forza lavoro, la politica educativa e la futura competitività degli studenti.
Il panorama attuale dell’educazione all’intelligenza artificiale
A livello globale, il quadro dominante sull’alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale proviene dall’OCSE, su cui si basa la valutazione PISA 2029. Questo approccio enfatizza quattro ambiti interconnessi: utilizzo, comprensione, creazione e riflessione sull’intelligenza artificiale, insieme a considerazioni etiche. Negli Stati Uniti, Digital Promise e AI4K12 offrono quadri simili, concentrandosi sull’applicazione pratica e su concetti fondamentali come percezione, ragionamento e impatto sociale. Queste iniziative mirano a costruire un livello base di comprensione, ma non danno necessariamente priorità all’applicazione creativa avanzata.
Il Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti ha recentemente pubblicato il proprio quadro volontario, enfatizzando la produttività e l’uso applicato. Questi quadri, sebbene preziosi, rimangono in gran parte bloccati nella fase di “alfabetizzazione”: conoscere sulla intelligenza artificiale, non necessariamente come gestirla in modo efficace.
La distinzione chiave: alfabetizzazione vs fluidità
I ricercatori ora definiscono la fluidità dell’intelligenza artificiale come una competenza di ordine superiore basata sull’alfabetizzazione. È la capacità di andare oltre la valutazione e la comprensione verso l’innovazione e la creazione. Ciò è parallelo all’acquisizione della lingua: la fluidità non significa solo conoscere la grammatica; è essere in grado di pensare ed esprimersi fluidamente in una nuova lingua.
Questa distinzione non è teorica. I dati sulla forza lavoro parlano chiaro: solo il 12% dei lavoratori statunitensi attualmente utilizza l’intelligenza artificiale nel proprio lavoro. Nonostante il clamore attorno a strumenti come ChatGPT (con 800 milioni di utenti settimanali), la maggior parte delle persone è ancora in fase esplorativa. Il vero vantaggio competitivo andrà a coloro che riusciranno a integrare l’intelligenza artificiale nel proprio lavoro, e non solo a usarla per compiti di base.
Il passaggio dall’alfabetizzazione alla fluidità non significa abbandonare la conoscenza di base; si tratta di costruire su di esso. Gli attuali modelli educativi sono insufficienti se si fermano alla comprensione di base.
Perché la fluidità è importante adesso
La posta in gioco è alta. Il mercato del lavoro sta cambiando rapidamente e i datori di lavoro non cercano solo lavoratori in grado di utilizzare l’intelligenza artificiale; hanno bisogno di persone che possano sfruttarlo per ottenere un vantaggio. Il mantra non riguarda solo l’intelligenza artificiale che accetta posti di lavoro, ma il fatto che gli esseri umani con competenze di intelligenza artificiale superino quelli che non ne hanno.
I primi segnali indicano che gli studenti utilizzano ancora l’intelligenza artificiale principalmente per compiti basati su testo: riassunti, brainstorming e assistenza alla scrittura. Applicazioni creative e multimodali stanno emergendo, ma non sono ancora dominanti. Ciò suggerisce che il movimento verso la fluidità è ancora nelle fasi iniziali.
Il percorso da seguire: ambito e sequenza per la fluidità dell’intelligenza artificiale
Per preparare veramente la prossima generazione, l’istruzione deve adottare un approccio strutturato, simile ai modelli di portata e sequenza utilizzati per l’apprendimento delle lingue. Dobbiamo andare oltre la consapevolezza e l’uso di base per coltivare competenze nella creazione, nella risoluzione dei problemi e nell’adattamento guidati dall’intelligenza artificiale.
Ci sono voluti anni perché l’autore acquisisse la padronanza del francese. L’intelligenza artificiale non aspetterà così a lungo. È giunto il momento di dare priorità alla fluidità dei nostri studenti.
Il futuro appartiene a coloro che non solo capiscono l’intelligenza artificiale, ma la padroneggiano.




















