Per decenni, le comunità indigene hanno navigato in un panorama complesso di conservazione culturale, equità educativa e barriere sistemiche. Un movimento in crescita, noto come futurismo indigeno, cerca di affrontare queste sfide sfruttando la tecnologia e reinventando il passato per dare forma a un futuro più potente. Questo approccio non significa sfuggire alla storia; si tratta di rivendicare il libero arbitrio al suo interno.
Perché è importante: Le comunità indigene si trovano ad affrontare disparità sanitarie sproporzionate, pregiudizi sistemici nell’istruzione e la continua cancellazione delle loro culture. Il futurismo indigeno offre una potente contro-narrativa, sfidando gli stereotipi e fornendo un quadro per l’autodeterminazione nel 21° secolo.
Il potere della posizionalità nella borsa di studio indigena
Kelly Berry, ricercatrice post-dottorato Mellon Impact presso l’Università dell’Oklahoma, incarna questo movimento. Il suo lavoro si concentra sull’intersezione tra conoscenza, istruzione e tecnologia indigena, in particolare nel regno del futurismo e degli eSport indigeni.
Berry sottolinea l’importanza che gli studiosi riconoscano il proprio background e l’esperienza vissuta. Nel mondo accademico, condividere la propria posizione (affiliazione tribale, background educativo, esperienze vissute) aggiunge credibilità, soprattutto quando si discutono questioni delicate come i collegi indiani. Questa pratica contrasta nettamente con la tradizione accademica occidentale di lotta per la “neutralità”, che secondo Berry spesso oscura le dinamiche di potere e rafforza le disuguaglianze esistenti.
“Se viene da qualcosa come un problema di un collegio indiano, allora sono stato lì e l’ho sperimentato. Mentre molte persone ne parlano, ma non hanno mai sperimentato l’insegnamento in un collegio.” -Kelly Berry
Tradizione orale e citazione occidentale
Gli studi indigeni operano su un fondamento epistemologico distinto che valorizza le storie orali insieme alla documentazione scritta. Mentre il mondo accademico occidentale dà priorità alla citazione formale, i detentori della conoscenza indigena spesso fanno riferimento a storie orali tramandate di generazione in generazione.
Berry spiega che citare le tradizioni orali è fondamentale per l’integrità culturale, anche se è in contrasto con le norme accademiche convenzionali. Alcuni colleghi non nativi ritengono che le storie orali siano inaffidabili, ma Berry insiste per includerle perché sono fondamentali per i modi di conoscenza degli indigeni. Questa pratica riflette una responsabilità relazionale che differisce dall’approccio del libero mercato prevalente nel mondo accademico occidentale, dove il permesso e il riconoscimento delle fonti sono spesso secondari.
Recuperare le narrazioni attraverso il futurismo indigeno
Il futurismo indigeno non riguarda la previsione del futuro; si tratta di costruire linee temporali alternative. Berry lo definisce un esperimento mentale: e se il primo contatto con i colonizzatori non fosse mai avvenuto? Questo concetto consente alle comunità di immaginare un mondo in cui la sovranità, la cultura e i sistemi di governo degli indigeni potrebbero prosperare senza secoli di sconvolgimenti imposti.
Un’applicazione chiave di questo framework è nei videogiochi. Berry sostiene la creazione di giochi che diano priorità alle voci indigene, smantellino gli stereotipi e celebrino l’autenticità culturale. Ad esempio, un gioco di lacrosse incentrato sulle nazioni irochesi, i creatori di questo sport, sfiderebbe il dominio dei titoli sportivi tradizionali e reclamerebbe la proprietà intellettuale degli indigeni.
“Perché non possiamo realizzare un videogioco… diciamo, questa è la storia del lacrosse dal punto di vista irochese?” -Kelly Berry
Visione a lungo termine per la preservazione culturale
L’obiettivo va oltre la mera rappresentazione. Berry prevede di smantellare gli stereotipi dannosi radicati nella cultura popolare, come le rappresentazioni ipersessualizzate o selvagge dei nativi americani nei videogiochi come Mortal Kombat e Turok.
L’impatto a lungo termine è profondo. Rivendicando le narrazioni attraverso la tecnologia, il futurismo indigeno mira a dare potere ai giovani, preservare il patrimonio culturale e promuovere l’autodeterminazione. Il movimento riconosce che, sebbene il cambiamento sistemico richieda tempo, il potere dello storytelling e delle piattaforme digitali può accelerare il processo.
Conclusione: Il futurismo indigeno offre una miscela unica di consapevolezza storica e innovazione tecnologica. Mettendo al centro le voci degli indigeni e sfidando le narrazioni dominanti, questo movimento mira a costruire un futuro più equo in cui le comunità indigene prosperano alle proprie condizioni.
