La NASA ha annunciato un programma di ritorno accelerato per i quattro astronauti attualmente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), a causa di un problema medico non divulgato che colpisce uno dei membri dell’equipaggio. Ciò segna la prima volta nei 25 anni di storia della ISS che una missione viene interrotta a causa di un’evacuazione medica.

Cronologia delle partenze urgenti

La capsula SpaceX che trasporta gli astronauti Crew-11 si sgancerà dalla ISS non prima delle 17:00 EST di mercoledì 14 gennaio. L’ammaraggio al largo della costa della California è previsto intorno alle 3:40 EST di giovedì 15 gennaio, anche se questi orari rimangono soggetti a condizioni meteorologiche favorevoli nella zona di recupero. La NASA e SpaceX definiranno l’esatta posizione dell’ammaraggio più vicino alla partenza.

Evacuazione senza precedenti

La decisione di riportare a casa l’equipaggio in anticipo è stata presa l’8 gennaio, quando l’agenzia spaziale ha rivelato una “grave condizione medica” che colpiva uno degli astronauti. Sebbene la NASA abbia confermato che l’individuo colpito è attualmente stabile, la natura precisa della malattia rimane sconosciuta. Questa situazione solleva interrogativi sulla preparazione medica a lungo termine per le missioni nello spazio profondo, dove l’evacuazione immediata è impossibile.

Composizione dell’equipaggio e impatto della missione

Il team Crew-11 è composto dagli astronauti della NASA Zena Cardman (comandante) e Mike Fincke (pilota), insieme all’astronauta giapponese Kimiya Yui e al cosmonauta russo Oleg Platonov. Inizialmente era previsto che l’equipaggio rimanesse sulla ISS fino a metà febbraio, in attesa dell’arrivo dell’equipaggio-12. Il ritorno prematuro probabilmente richiederà aggiustamenti agli esperimenti in corso e alle attività di manutenzione programmata.

Il fatto che si sia resa necessaria un’evacuazione di emergenza sottolinea i rischi intrinseci dei voli spaziali di lunga durata, anche in un ambiente relativamente controllato come la ISS. Questo evento evidenzia la necessità di protocolli medici robusti, capacità diagnostiche in tempo reale e piani di emergenza per le future missioni che si spingono ulteriormente nello spazio.

Il team Crew-11 tornerà ora sulla Terra prima del previsto, con la NASA che continuerà a monitorare da vicino la situazione. Il prossimo passo dell’agenzia sarà quello di valutare la salute del membro dell’equipaggio e determinare se si prevede un impatto medico a lungo termine.