I paleontologi hanno portato alla luce la più antica impronta fossile conosciuta della cloaca di un animale – un’unica apertura utilizzata per l’escrezione e la riproduzione – risalente a 299 milioni di anni fa. L’impronta straordinariamente conservata è stata scoperta in un antico fango sepolto dalla cenere vulcanica nella Germania centrale, offrendo uno sguardo senza precedenti sull’anatomia dei primi rettili.
Un raro evento di fossilizzazione
Il fossile, dettagliato in un nuovo studio pubblicato su Current Biology, cattura l’impronta con sorprendente fedeltà, somigliando a ciò che un paleontologo ha scherzosamente paragonato a un momento della “Hollywood Walk of Fame” per le creature preistoriche. A differenza dei mammiferi con orifizi separati, molti rettili utilizzano una cloaca, un versatile “coltellino svizzero” di un’apertura che serve molteplici funzioni biologiche.
Identificazione dell’antica impronta
Lorenzo Marchetti, l’autore principale del Museo di Storia Naturale di Berlino, inizialmente notò la struttura insolita mentre esaminava le impronte di scala e di impronta nel fossile. L’analisi comparativa con animali moderni ha confermato la sua identità. L’eccezionale conservazione della cloaca evidenzia quanto rari siano tali eventi; Ad oggi sono state scoperte solo due cloache fossilizzate: questa e un esemplare di uno Psittacosaurus risalente a 130 milioni di anni fa.
La specie dietro l’impronta
Sulla base delle impronte circostanti e dei modelli in scala, i ricercatori hanno identificato l’impronta come appartenente a una specie precedentemente sconosciuta, che hanno chiamato Cabarzichnus pulchrus. Questo piccolo rettile simile a una lucertola si stava probabilmente rilassando nel fango per regolare la temperatura corporea quando ha lasciato il segno permanente. Secondo Phil Bell, paleontologo dell’Università del New England, la consistenza del fango doveva essere perfetta perché si formasse un’impronta così chiara.
Perché è importante
Le cloache fossilizzate sono eccezionalmente rare, rendendo ogni scoperta significativa per comprendere l’evoluzione dei rettili. La nuova scoperta precede l’esemplare di Psittacosaurus di 170 milioni di anni, offrendo preziose informazioni sulla diversificazione iniziale di queste strutture. Questa scoperta sottolinea come anche i dettagli più modesti possano fornire indizi fondamentali sulla vita antica.
“Trovarne un altro è a dir poco emozionante”, ha osservato Jakob Vinther, paleontologo dell’Università di Bristol, riconoscendo la natura insolita di questo dettaglio fossilizzato.



















